Rodolfo Maggio

Rodolfo Maggio

Rodolfo Maggio nasce il 23 maggio 1987 a Milano, dove vive per i primi 19 anni della sua vita. Legge poco, scrive troppo, e quando non sta facendo né l’una né l’altra cosa, fa un po’ di tutto quel che resta: tipo aggiustare biciclette, cucinare crepes durante le occupazioni del liceo, e improvvisarsi mangiafuoco.
Nel tentativo di farsi bocciare passa le giornate a scrivere poesie sui libri di chimica e a proporre ai professori di greco e latino delle traduzioni poco fedeli. Dopo tanti brutti voti, crede di avercela fatta. Ma un giorno una sua poesia vince il primo premio di un concorso. La professoressa di chimica adora quella poesia, lo promuove, e lui comincia a credere che le parole lo possano salvare.
Allora prova ad usarle in tutti i modi che può: ottiene qualche altro premio, fonda il giornalino dell’istituto, e per un paio d’anni finisce a far parte della giuria di un concorso letterario. Una notte d’inverno del 2004 si trova in Svizzera, per qualche ragione. Vuole scrivere una cartolina e finisce per comporre il primo capitolo di una favola in rime. Da quella notte e fino alla fine dell’estate, presso il civico numero 5 di Via Giusti, a Milano, ogni due o tre settimane viene recapitato un capitolo; ogni volta una cartolina da un posto diverso.
Più o meno in quel periodo lo si perde di vista, ma c’è un modo facile per sapere se é ancora vivo. Chi passa da casa dei suoi nonni trova una stanza vuota e una pila di diari che si fa sempre più alta. Di questi tempi, sulla sua scrivania si trovano anche le bozze di un romanzo, il diario del viaggio in Giappone, la tesi di dottorato in antropologia, e qualche nuova rima.
Ogni volta che torna (dall’India, dall’Irlanda, dalle Isole Salomone, e da tanti altri posti), ha sempre una storia da raccontare.
Fin dai primi vagiti dell’Associazione, Rodolfo è la voce narrante di ACUA. Si occupa di parole, di significati, e di messaggi. Di storie. Non crede necessariamente di saperlo fare. Sa solo che, gira che ti rigira, sempre lì ritorna.